Tartufo come la Cannabis

Tartufo come la Cannabis

Il titolo piuttosto esplicito potrebbe far pensare ad una bufala, in realtà è uno studio portato avanti dall'Università dell'Aquila, di Teramo e dal campus Biomedico di Roma risalente a qualche tempo fa (2014) secondo i quali il fungo ipogeo Tuber Melanosporum volgarmente detto Tartufo Nero Pregiato contiene una molecola simile a quella della Cannabis.

Questa ricerca scientifica ha destato così scalpore da colpire la BBC che ha pubblicato un articolo molto accurato (http://www.bbc.com/earth/story/20141221-truffles-contain-bliss-molecule).

La molecola in questione è l'Anandamide che scatena il rilascio di sostanze chimiche che regalano benessere e modulano l'umore, in breve una molecola del piacere avente le stesse caratteristiche della molecola THC (tetraidrocannabinolo) contenuta appunto nella Cannabis.

Come è nata l'intuizione che ha portato Mauro Maccarrone e i suoi colleghi a fare la scoperta? Come influisce sull'ecosistema che regola al riproduzione e la crescita del tartufo?

Iniziamo da quest'ultima domanda. Animali quali cani o maiali che si apprestano a scavare e fare una scoperta hanno generalmente un comportamento molto animato per non dire frenetico. Allora cosa c'è nei tesori sotterranei che spinge questi animali ad una ricerca così vigorosa. L'idea che sta alla base dei ricercatori è che "i tartufi usino l'anandamide per attrarre gli animali e spingerli a nutrirsene, in modo che le spore possano essere disseminate nell'ambiente e questo favorisca la diffusione dei tartufi stessi". Insomma un astuto sistema che favorisce il ciclo biologico del tartufo.

Mauro Maccarrone spiega inoltre com'è nata l'intuizione:

"Anni fa avevamo dimostrato che la formazione della melanina nella nostra pelle era regolata proprio dagli endocannabinoidi. Siccome il tartufo nero contiene melanina, ci siamo chiesti se l'anandamide, il lipide che stimola la produzione di questo pigmento per proteggere la pelle dai raggi, fosse anche nel tubero".

Un'altra domanda stavolta di carattere sociologico è stata legittimamente posta da qualcuno e probabilmente vi sta balzando in testa come è successo a me. Che impatto potrebbe avere questa scoperta con la diffusione e il consumo di droghe leggere?

Non sono un esperto di droghe ma a distanza di qualche anno dalla scoperta non mi è capitato di sentire di persone che si fanno di nero pregiato. Magari è una questione di costi, o forse una questione di quantità. Personalmente lo preferisco su un uovo fritto.